Roma, città del Lazio, capitale della Repubblica italiana, situata quasi al centro fisico della penisola, a poco più di 20 km dalla costa tirrenica e nel mezzo di un’ampia pianura ondulata, la Campagna romana. La città sorge sulle rive del Tevere, distendendosi sul fondovalle e sui rilievi che si innalzano dall’una e dall’altra parte del fiume (il punto più elevato è Monte Mario, 146 m), e si è grandemente dilatata rispetto al nucleo storico, specialmente nella fascia orientale e meridionale, la zona pianeggiante compresa tra il Tevere stesso e l’Aniene.
Oltre ad essere il fulcro della vita politica, Roma è anche un importante centro turistico, economico e commerciale. Il settore industriale più sviluppato è quello edilizio; importanti anche l’industria metalmeccanica (materiale ferroviario, macchinari agricoli), dell’abbigliamento e confezioni, l’alimentare, del mobilio e del legno, la chimica (vernici, fertilizzanti), la farmaceutica (antibiotici), l’editoriale. Prestigio internazionale gode l’industria cinematografica (Cinecittà). -
ROMA URBANISTICA. Una prima urbanizzazione, che razionalizzò i primitivi insediamenti sui colli (v. oltre, Topografia e monumenti), si ebbe sotto il dominio etrusco nel VI sec. a.C. I condizionamenti orografici davano via via configurazione sempre più netta all’insediamento: la zona pianeggiante tra il Palatino e il Campidoglio si specializzava come luogo di riunioni e vi si veniva creando il foro; il Palatino, il Quirinale e il Viminale ospitavano le residenze delle classi alte; il Campo Marzio, luogo dell’addestramento militare, si localizzava nella piana tra il fiume e il Pincio. Questa prima organizzazione fu in parte sconvolta durante la caotica ricostruzione che seguì all’incendio del 390 a.C. e la crescita della città provocava via via nuovi problemi di tipo igienico; questi ottennero una risoluzione solo con la ricostruzione pianificata che seguì all’incendici, voluto da Neroneìin base alla quale rapporti tra altezza degli edifici e larghezza delle strade, dotazione di spazi pubblici e predisposizione di cortili e portici contribuirono a riorganizzare gli spazi urbani; la città raggiungeva le sue dimensioni massime, ed Aureliano la dotava di mura nel 272 d.C
Nel tardo Impero la popolazione diminuì e allo scadere del primo millennio d.C. la città era ridotta a ben poca cosa. Nel Medioevo il tessuto urbano si presentava quindi sovrabbondante per le necessità demografiche e la struttura della città, concepita a dimensione maggiore, non era coglibile all’interno della parte abitata, essenzialmente l’ansa del Tevere, che si presentava compattamente e omogeneamente edificata, senza una zona centrale che sviluppasse un’azione di attrazione funzionale e strutturante.
Questa azione venne in parte svolta dagli insediamenti baronali sui colli prima e dai palazzi patrizi rinascimentali poi: davanti al palazzo infatti venne diradato il tessuto compatto medievale e si creò li piazza, all’interno si ebbe il grande cortile, e sul retro il giardino e gli orti; i palazzi e le piazze, cui si aggiungevano strade rettilinee, formavano nel loro insieme una struttura nuova e una suddivisione del tessuto per zone di importanza.
Dopo il Rinascimento la città intanto riprese ad espandersi: il piano di Sisto V, ideato dal Papa per creare una Roma più grande e disegnato da D. Fontana, riassume in un unico compiuto programma urbanistico gli interventi precedenti (il piano dei Borghi di L.B. Alberti, il piano dell’ansa del Tevere e delle sue rive voluto da Sisto IV e da Giulio II, il piano di Piazza del Popolo progettato durante i papati di Leone X e Clemente VII). Scopo del piano di Sisto V era quello di razionalizzare e rendere monumentale il percorso del pellegrino in visita nella capitale del cattolicesimo.
Prima che la logica dello sviluppo urbano di tipo speculativo si impadronisse della città a seguito della sua scelta a capitale del Regno d’Italia, un’ultima occasione si presentò per la città all’epoca del governatorato napoleonico di de Tournon, durante il quale fu realizzata una serie di sistemazioni di grande importanza quali quelle di Piazza del Popolo e del parco sul Pincio.
Lo sviluppo verso i prati di Castello, il Castro Pretorio, e l’Esquilino, iniziò, in base ai piani del 1873 e del 1883, la crescita indiscriminata delle città attorno al centro storico; il piano di Saint-Just del 1909 si basò sullo sviluppo di 5 settori esterni e i successivi accrescimenti dell’epoca fascista continuarono in settori più esterni aggiungendo sventramenti nel centro storico e la creazione di borgate periferiche. Nel 1958 si giunse a un nuovo piano che si appoggiava ad un futuro piano intercomunale lasciando intanto mano libera ad uno sviluppo non pianificato. Un successivo piano del 1962 tentò di imporre uno sviluppo non più in ogni direzione, spostando su un territorio più ampio i problemi della città. -
ROMA DIRITTO. Mentre lo studio della storia di Roma ha un oggetto sufficientemente preciso e delimitato nel tempo, l’oggetto dello studio del diritto romano, e perciò la definizione stessa di diritto romano, è stata ed è ancora oggetto di controversie e polemiche di fondamentale importanza per la determinazione stessa del)—oggetto” di cui si vuole parlare.